Il calendario procede verso un periodo di celebrazioni cariche di significati simbolici e di storia, dedicate alle dimensioni invisibili.

Dal nostro punto di prospettiva, con necessaria attenzione, cercheremo di riproporre il reale spirito delle feste e di trattare gli argomenti ad esse legati nel modo più aperto e utile.

 

 

Un mio caro amico me ne aveva parlato proprio una sera di ottobre, prima della festa di Ognissanti; mi aveva descritto I. (così la chiamerò per tutelare la sua privacy) come una persona estremamente riservata, serena, legata alle cose buone e semplici della vita. E mi aveva parlato dei suoi “doni” speciali, sapendo quanto fossi sempre attento alle informazioni di qualità nel campo che potremmo chiamare “para-scientifico” e che avevo svolto anche ricerche sui fenomeni NDE (near death experience, esperienze di pre-morte).

“Sai – mi confessò – ero a cena con lei ed altri amici, era già un po’ tardi; ad un certo punto I. si è sciolta, ha iniziato a raccontarmi cose del mio passato, assolutamente riservate e che non ho mai detto a nessuno. E mentre ne parlava sembrava come se ascoltasse qualcuno accanto a lei…”

Insomma, il mio amico era rimasto visibilmente impressionato dall’accaduto; sembrava proprio che I. avesse il dono di entrare in contatto con certe dimensioni, di comunicare con entità che lei poteva anche descrivere fisicamente e che si rivelavano come defunti; e che, a quanto pare, conoscevano molte cose del passato e del futuro di una persona.

Mi fu anche detto che I., nata a Cuba e residente in Italia da moltissimi anni, aveva ereditato i suoi speciali doni dalla madre; che aveva assorbito rituali, pratiche e credenze dalla sua cultura di origine, quella religiosità sincretica cubana che è un mix suggestivo tra il cattolicesimo e i riti di matrice africana.

Cercai un contatto con la donna e la conobbi; devo dire che faticai un po’.
Quanto mi era stato anticipato sul carattere schivo e riservato della medium fu confermato dai fatti: non parlava volentieri dei fenomeni che le accadevano; non aveva alcun intenzione di farsi strada nel campo “esoterico” e non intendeva in alcun modo mettersi in mostra.

Insomma, sembrava proprio che la nostra amica cubana fosse naturalmente dotata e che non avesse mai pensato di farne un uso…commerciale; specifico che non ho pregiudizi negativi verso coloro che professionalmente mettono a frutto le loro attitudini para-normali, ma devo dire che provai una certa simpatia per la spontaneità del fenomeno.

Più mi capitava di sentirla al telefono, più mi convincevo che ci potesse essere davvero qualcosa di interessante.

Alla fine, fui premiato. E per una singolare coincidenza, conobbi I. proprio pochi giorni dopo aver visto “Hereafter”, il bel film di Clint Eastwood che affronta il tema della vita dopo la morte e dei medium…Insomma, anche emotivamente l’argomento mi aveva coinvolto.

Ancora una volta, le grandi antiche questioni dell’uomo continuavano a stupirmi.

“Quali sono le dimensioni con cui entrano in contatto i medium?”
“Cosa accade oltre la fine del corpo fisico?”

 

 

Finalmente, durante un’ottima cena, entrammo nel vivo del delicato argomento.

Il nostro comune amico mi ha raccontato quello che è successo tempo fa: gli hai raccontato cose personali che non aveva mai detto a nessuno, particolari che nessuno avrebbe mai potuto rivelarti.

Lo so, a volte non è proprio piacevole, ma quando sento che devo farlo allora mi lascio andare; non sono io che decido.

Come accade?

Accade e basta: ad un certo punto sento che sta per accadere e qualcuno mi dice delle cose molto precise, comunica con me. E so che devo parlarne alla persona presente. Il più delle volte questo fa piacere, certe volte le persone si commuovono. In generale, sono sempre messaggi buoni.

Posso chiederti cosa vedi?

Io non so come spiegarlo: non è che vedo come adesso vedo te. Io so che c’è qualcuno che mi parla e so com’è, che aspetto ha, so anche se sta bene, o se sta male, se è arrabbiato o triste.

La cosa ti spaventa?

No, no, sono tranquilla, so che è tutto a posto. Non è un mondo che fa paura come credono le persone.

Ma entri in una sorta di trance?

No, no. Niente di questo. Io sono cosciente, come in questo momento. Qualche volta mi può capitare che il giorno dopo non ricordo molto di quello che ho detto. Ma sono presente a me stessa.

Tu hai studiato per avere questi speciali “contatti”?

Io sono cattolica, e come sai, a Cuba noi siamo sincretici, pratichiamo la Santeria, che ha molta considerazione per le Entità superiori, spirituali, per i Santi. Io seguo una guida, noi li chiamiamo “Babalao” (ndr: una sorta di sacerdote che guida i fedeli nel loro cammino, li consiglia, li esorta). Ma questa cosa che mi succede è cominciata naturalmente, dopo una certa età… non dipende dagli studi spirituali. Io con il Babalao, però, posso approfondire, posso capire quello che accade. Esistono molte cose che non comprendiamo e che non vediamo. Siccome non le vedono, molti non credono, eppure esistono. E con la Santeria, con il Babalao, puoi comprendere, puoi capire.

Che idea ti sei fatta di quello che ti accade? Pensi che si tratti davvero delle anime dei defunti?

Sono certa che è così. Noi siamo sempre in contatto con i nostri cari; purtroppo le persone non credono se non vedono. Anche a me capitava; e io non pretendo di essere creduta.

Cosa pensi della morte e dell’aldilà?

Noi siamo vivi e possiamo vederci tra di noi, ma anche dopo la morte continuiamo a vivere, continuiamo a vedere i nostri cari che sono vivi. Solo che in questo mondo l’egoismo e l’odio ci rendono ciechi. Allora, quando sei troppo preoccupato del lavoro, dei soldi, delle situazioni…non vedi tutte le altre cose che ci sono. Ma anche ora, mentre parliamo io e te, non siamo soli.

Tu vedi qualcuno vicino a me?

Si, qualcuno che ti vuole bene e che ti protegge, dall’alto, forse è morto da poco…

Puoi spiegarmi qualcosa della tua fede?

Una Santera Cubana mostra il suo Santo

Beh, c’è talmente tanto da sapere, come si fa a parlarne così?…Noi crediamo in Dio e in Cristo, andiamo in Chiesa, come la maggior parte dei religiosi qui. Solo che abbiamo anche un rapporto molto personale con i Santi, los Santos, abbiamo gli Orishas… I Santi sono sempre con noi, in casa, ci parliamo, offriamo loro acqua, cibo, tutto quello che c’è di buono.

Cioè, vuoi dire che in ogni casa i fedeli hanno i loro piccoli altari dove tengono il Santo e a cui fanno offerte?

Si, certo, questo è fondamentale per noi. Ci vuole amore e dedizione per i Santi.

Nella tua religione i contatti con i defunti, o comunque con altre dimensioni, sono parte del cammino di fede? Voglio dire, accade a tutti?
Come? No…Ci sono altre religioni che fanno proprio questo, ad esempio Palo Monte, ma non ne vorrei parlare. Sono cose troppo delicate. E poi, può capitare qui in Europa, che la disinformazione e i pregiudizi possano creare problemi. Magari la sensibilità religiosa di qualcuno potrebbe offendersi…mi spiace, non voglio rischiare.

Va bene, comprendo, sono d’accordo. Grazie.

Approfondimenti
Può esserti utile qualche piccolo chiarimento sulle religioni sincretiche e in particolare sulla Santeria. Se vuoi documentarti, un buon punto di partenza è, come sempre, la voce “Santeria” di Wikipedia. Ma su internet puoi trovare molti buoni testi di qualità.

Ecco i migliori testi sulla Santeria
Ecco un bellissimo video in cui danza, musica e spiritualità si fondono in maniera incantevole; è dedicato a Yemaya; nella mitologia yoruba, e nei culti afroamericani come il Candomblé e il Vodun, è la madre di tutti gli Orisha.

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