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E’ una delle sensazioni che le persone sperimentano più frequentemente: sentirsi impotente di fronte al fato. O comunque tu voglia chiamarlo: destino, caso, disegno divino…

Per una persona che conosco molto bene questa è stata la sensazione dominante per un lunghissimo, interminabile tratto della sua vita: essere in balia delle cose come una barchetta sbattuta qui e là dal mare in tempesta.

Ed ogni tentativo, ogni sforzo era vano; anzi, più lottava, più le situazioni peggioravano.

A dire il vero, avrebbe voluto tanto credere e sperimentare tutte le grandi “verità” e le incredibili possibilità che certi guru della mente e dello spirito proclamano nei libri che leggeva: “abbiamo ogni potere“, o “la nostra volontà può ogni cosa“, o “siamo esseri divini“, oppure “trova Dio in Te e sarai felice“.

“Evidentemente – pensava – Dio deve essere parecchio lontano nel mio caso…E la mia volontà ha una forza prossima allo zero”.

Adorava quei libri, erano il suo rifugio, erano un disperato tentativo per evadere da una realtà grigia e schiacciante. E sin da ragazzo si era appassionato tantissimo a un certo filone del miglioramento e della crescita personale.
Ma più gli anni passavano, più l’effetto di certe informazioni era quello di aumentare la frustrazione, di accrescere il divario tra un’utopistica realizzazione e la sua storia personale, per la verità abbastanza mal concia su tutti i fronti: salute, realizzazione lavorativa, finanze, affetti
Insomma sopravviveva piuttosto male in mezzo all’oceano della vita.

Spesso aveva chiesto aiuto: nell’arco di circa venti anni aveva collezionato una lunga serie di fallimenti terapeutici di ogni tipo. L’ultimo specialista che aveva consultato aveva diagnosticato una depressione endogena, come dire “cronica”.

Ma fu solo l’ennesimo episodio depressivo, particolarmente lungo, tenace e doloroso, nonché la concomitante scomparsa di suo padre, che lo portò a chiudere in malo modo con certi interessi e con certe letture: un bel giorno, svuotò quella stessa libreria a cui era stato tanto affezionato e si liberò di tutta quella stupida carta.
Quello che seguì fu un’estenuante fase di buio e disperazione.

Forse avrai capito che quella persona sono io.
Già, questa è una vera e propria confessione.

Ma lo faccio per un buon motivo: ho un’ottima notizia da darti!

Se ti senti in balia del destino, se stai passando un brutto momento, una crisi, se ti senti chiuso all’angolo, o schiacciato dalle situazioni ti posso garantire al cento per cento che – per quanto assurdo possa sembrarti ora – tu hai tutte le risorse per uscirne fuori e per trasformare quello stesso buio in luce.
E voglio ripeterlo: tu hai tutte le risorse per trasformare quella “selva oscura”, per citare Dante, in un paesaggio luminosissimo e ricco di opportunità, per compiere il tuo personale Miracolo.
Sono le neuroscienze a darci questa certezza; e tutte le rivoluzionarie scoperte a cui stiamo assistendo.

Se segui queste pagine sai già di cosa sto parlando, di una convergenza senza precedenti: la fisica quantistica, l’epigenetica, la medicina informazionale, le neuroscienze ci propongono un’interpretazione completamente nuova di ciò che siamo e della realtà in cui viviamo. E stanno anche portando nuova luce sui saperi dei grandi iniziati e sulle antiche Vie delle tradizioni ermetiche.

Oggi sono molti coloro che interpretano questa nuova era, nomi familiari, che

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Roberto Zamperini

frequentemente appaiono nei nostri articoli: Vittorio Marchi, Sonia e Roberto Zamperini,  Bruce Lipton, Joe Dispenza, Richard Bartlett e tanti altri. Di loro continueremo ad occuparci sia on line che altrove.

Per tornare a noi, le nostre risorse possono essere attivate, messe in moto, risvegliate. Si tratta di un lavoro personale, che può essere svolto solo se si è realmente motivati (o come nel mio caso se si è in un vicolo cieco); e per fare questo può essere utile un “catalizzatore”, un facilitatore, una persona che abbia la sensibilità, le competenze e le conoscenze giuste per poter dare le indicazioni utili.

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Angelo Ciani

Insomma, possiamo anche leggere tanti ottimi libri, possiamo studiare, fare ricerche, documentarci, fare certe esperienze, frequentare corsi…ma, probabilmente, in determinate condizioni le informazioni che troveremo serviranno a ben poco: c’è bisogno di una persona in carne ed ossa che possa indicarci una strada che funzioni nel nostro caso.

Non mi riferisco qui tanto alle modalità tradizionali, quelle della medicina e della psicologia per così dire ortodosse, ma soprattutto a certo tipo di coaching, integrato, appunto.

Personalmente ho potuto vedere in azione il mio amico, il Dr. Angelo Ciani, psicologo, insieme al quale ho il piacere di curare questo Blog, esempio certamente di una costante ricerca, di integrazione e di applicazione sul campo.

Ed i buoni risultati si vedono. E anche di questo torneremo a parlare.

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